Archivio per mese: Febbraio, 2021

Covid: privacy soft fino a luglio, 23.02.2021

Nel contesto pandemico attuale un’attenzione sempre più particolare è rivolta alla privacy. Molte sono le preoccupazioni che tengono col fiato sospeso l’intera popolazione, in maniera sostanziale quelle rivolte all’andamento della curva dei contagi, quelle riguardanti la definitiva sconfitta del virus (è iniziata da qualche settimana la campagna vaccinale), quelle riferite all’ambito economico (la situazione attuale ha provocato gravi disagi economici alle aziende e alle famiglie) e, non in ultima analisi, quelle che gravitano attorno alla privacy personale.
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Brexit: quali conseguenze per la privacy?, 16.02.2021

Per effetto della Brexit il Regno Unito diventa un Paese terzo, con inevitabili effetti sulla disciplina della privacy. In particolare, il Garante per la protezione dei dati personali, con una recente nota, è intervenuto fornendo indicazioni sull’ambito territoriale di applicazione del GDPR e con riferimento alle modalità di trasferimento dei dati verso UK.

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Covid-19: l’azienda può obbligare i lavoratori a vaccinarsi? 11.02.2021

I datori di lavoro devono sottoporre i lavoratori alla vaccinazione contro il Covid-19? La risposta al quesito è fornita dal Testo unico della sicurezza sul lavoro che impone all’azienda, su conforme parere del medico competente, la messa a disposizione di vaccini efficaci per i lavoratori non immuni all’agente biologico presente nella lavorazione (nel caso di specie, il SARSCoV-2 classificato come agente patogeno per l’uomo del gruppo di rischio 3) e da somministrare a cura del medico competente stesso. Cosa fare in caso di lavoratori che non possono o che si rifiutano di vaccinarsi ovvero per i terzi che si trovino nell’ambiente di lavoro?
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La privacy nell’esecuzione agile della prestazione lavorativa, 2.02.2021

In base a quanto disposto dal GDPR, l’azienda, quale titolare del trattamento, deve mettere in atto tutte le misure tecniche e organizzative atte a garantire un livello di sicurezza tale da adeguare i dati trattati ai rischi connessi all’utilizzo degli strumenti informatici e nel contempo ponendo attenzione a non ledere i diritti e le libertà delle persone fisiche. Il tema della privacy, dunque, nella gestione dei contratti di Smart Working, diventa preminente non solo in un’ottica protezionistica del lavoratore, ma anche dell’impresa, che tende a rinunciare a parte del suo potere di controllo e diviene soggetto maggiormente vulnerabile, anche ad attacchi di soggetti terzi.
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